Cagliari. Trovate 500mila schede referendarie precompilate con simboli fallici

CAGLIARI. Il governo e quel suo presidente falzo non si smentiscono mai; è proprio di stamane la notizia che un maxi intervento degli sbir… ehm, della polizia avrebbe scoperto una maxi truffa volta a truccare l’esito del referendum costituzionale del 4 Dicembre.

Secondo alcuni testimoni, il giorno in cui il presidente Matteo Renzi sarebbe sceso a Cagliari per parlare del referendum, si sarebbero notati per la città movimenti sospetti vicino alle scuole elementari presso cui saranno installati i seggi. In poche parole sarebbero arrivati, insieme col premier, quintali di scatoloni con delle schede elettorali già compilate! I poveri bambini sarebbero quindi stati usati sfruttati a manialia ( come manovalanza ndr) per portare tutte queste scatole all’interno degli uffici. L’imprudenza che ha fatto però scoprire la truffa sarebbe stata commessa proprio qui: il vecchio bidello di orgine logudorese tiu Tau Chiscuzzu (zio Baldassarre ndr) infatti, avvisto come sempre, si sarebbe accorto che quel via vai di gente avrebbe significato lavoro extra nelle pulizie dell’edificio scolastico e avrebbe quindi avvertito le forze dell’ordine millantando “movimenti sospetti, forse roba di bomba”.

All’arrivo dei carabinieri, con l’apertura delle numerose scatole, sarebbe stata scoperta la più grande truffa elettorale della storia d’Italia (ovviamente dopo quelle del 1946). Le scatole contenevano ben 500’000 schede referendarie precompilate con disegni di peni in tutti gli stili artistici: dal rinascimento sino al rococò. I bambini sarebbero ora tutti indagati per manialia abusiva e lavoro nero, mentre nessuna traccia è stata trovata del premier, volatilizzatosi come la bulvera alla prima sirena della giustizia.

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